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Situato sul lato occidentale del Golfo di Castellamare, questo territorio è riuscito a fermare l’avanzare dell’asfalto di una strada litoranea che avrebbe dovuto attraversarla. Un’inaccettabile violenza per la natura, che avrebbe interrotto quella varietà di paesaggi che si insegue a brevissima distanza, dal fondale marino alla riva costiera, al versante montano.

In un paesaggio di rara e aspra bellezza, la natura della Riserva dello Zingaro riserva ai suoi visitatori bellissime insenature che oggi rappresentano un angolo di paradiso dove trattenersi per fare il bagno, ma anche un immediato entroterra dove si inseriscono gli insediamenti rurali, testimoni di una attività agricola e pastorale importante per l’economia del luogo.

Un litorale lungo 7 chilometri che alterna, con un ritmo quasi musicale, rocce calcaree del mesozoico e calette sabbiose nascoste dalle falesie che si tuffano a strapiombo nel mare. Alle sue spalle un territorio naturale di oltre 1650 ettari che si distingue per i suoi contrasti, una frase che non può considerarsi banale per una terra che conserva doline e pianori sommatali scolpiti dall’attività carsica, rilievi mesozoici di natura calcarea dolomitica e piccole superfici pianeggianti un tempo coltivate da agricoltori.

Non solo diversità, ma anche colore, che si riflette nella nostra retina trasmettendo al cervello un paesaggio fatto di contrasti tra luci e ombre, di colori forti e vividi, tanto da sembrare tratteggiato dal pennello di Monet.

La natura sa essere perfetta e nella Riserva dello Zingaro è riuscita ad esprimersi ai suoi massimi livelli. Il mare turchese che lambisce la sabbie bianche delle spiagge, le palme nane sparse qua e la, i maestosi carrubi e le case contadine formano un mosaico che ha il sapore vivo e acceso delle terre del sud.

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